Intervista al consigliere segretario del CNF Andrea Mascherin che ha stigmatizzato la critica al DM 140/2012 sui parametri per la determinazione degli avvocati: “Si tratta di compensi indecorosi e vergognosi per la funzione costituzionale esercitata dagli avvocati, è fuori dubbio che i valori individuati dai parametri vadano incontro, di fatto, alle aspettative di istituti di credito, assicurazioni, clienti economicamente forti in genere, e siano in contrasto con la dignità della professione e l’interesse del cittadino ad un corretto esercizio della stessa”.
Seguono le risposte del consigliere:
Domanda. La legge professionale forense ripristina una necessaria correttezza….
Risposta. Per fortuna la riforma dell’ordinamento professionale, forse non a caso ripetutamente criticata dal primo ministro Monti, riconosce espressamente i valori di dignità, decoro, autonomia, rilievo costituzionale e specificità della nostra professione, e l’articolo 13 riconduce la formazione e la concezione dei parametri a binari più consoni ai principi appena richiamati. In attuazione della legge, dunque, il CNF ha inoltrato già il 28 febbraio scorso a tutti i Consigli dell’Ordine, alla Cassa forense, all’Oua e alle Associazioni forensi riconosciute dal Congresso, lo schema dei nuovi parametri.
Una volta raccolte le osservazioni, anche in ossequio a quanto previsto dalla legge 247/12, i nuovi parametri saranno oggetto di proposta al ministro della giustizia.
Domanda. Ad oggi cosa può accadere?
Risposta. Il ministro aveva da tempo predisposto il decreto correttivo, che apporta qualche piccola modifica migliorativa ai parametri in essere. Ad oggi non se ne sa nulla e non possiamo sapere quale siano le sue intenzioni . Certo, con i futuri nuovi parametri le modifiche dovranno essere sostanziali.
Risposta. Sono ottimista per il futuro: la legge 247/2012 riconduce la formazione dei parametri alla proposta, seppur non vincolante, dell’Avvocatura, e non a quella degli istituti di credito e delle assicurazioni.