PUBBLICHIAMO ARTICOLO SULLE NUOVE REGOLE DELLE PRIVACY PER AVVOCATI

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di Valeria Zeppilli – Recentemente l’Unione Europea è tornata ad occuparsi di privacy e lo ha fatto con il Regolamento n. 2016/679 che contiene interessanti novità anche per gli avvocati, tutto sommato positive.

I legali, infatti, non sono chiamati a fare la valutazione di impatto privacy e, su questo aspetto, la tutela dei dati personali diviene per loro più semplice.

La valutazione di impatto, nel dettaglio, è quella valutazione relativa ai trattamenti che potenzialmente presentano un rischio elevato, come quelli su larga scala, con i quali si tratta una notevole quantità di dati personali a livello sia regionale, che nazionale o sovranazionale.

Adempimenti

In ogni caso, anche per gli avvocati non mancano gli adempimenti.

Si pensi all’informativa ai clienti e alla garanzia del rispetto delle misure di sicurezza necessarie per la tutela dei dati personali nonostante l’esonero dalla valutazione di impatto.

Non è invece necessario raccogliere il consenso al trattamento dei dati comuni del cliente (trattandosi di attività inerente l’esecuzione del contratto) né dei terzi (vertendosi in tema di legittimo interesse).

Gli studi legali potranno poi avvalersi della giustificazione del trattamento dei dati sensibili in virtù del diritto di difesa.

Il regolamento

In generale, il regolamento UE – pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (GUUE) del 4 maggio 2016 – si applicherà definitivamente in via diretta nei diversi Paesi dell’Unione a partire dal 25 maggio 2018, data ultima entro la quale va garantito l’allineamento

Esso, sostanzialmente, è stato emanato con il fine di introdurre una legislazione in materia di privacy uniforme su tutto il territorio dell’Unione e con quello di responsabilizzare imprese ed enti rispetto a tale tematica.

Chi rispetta la privacy, peraltro, beneficerà di sgravi e semplificazioni.

L’apporto delle autorità interne

In ogni caso, le autorità interne continueranno ad avere un ruolo di primo piano.

Il Regolamento 2016/679, infatti, non rappresenterà l’unica fonte preposta alla regolamentazione della Privacy ma sarà comunque affiancata dai provvedimenti delle autorità interne che potranno introdurre delle linee guida, regolamentare aspetti specifici, dettagliare alcune previsioni poco chiare e così via.

Leggi anche: ” Avvocati: nuove opportunità di lavoro dal pacchetto europeo sulla privacy

Fonte: Avvocati: i nuovi obblighi per la privacy
(www.StudioCataldi.it)

Marco De Fazi

L'Avvocato Marco De Fazi, classe 1961, si è laureato nel 1986 ed si è abilitato alla professione nel 1990: è cassazionista dal 2002 e lavora nello studio associato di famiglia. Ha ereditato dal padre, Avv. Walter De Fazi (mancato nel 2011 dopo 60 anni di professione), la passione per la responsabilità civile. Ha fatto parte di commissioni di studio consiliari ed associative, ed è stato per dieci anni il rappresentante italiano del network europeo PEOPIL (Pan-European Organization of Personal Injury Lawyers). Parla e scrive fluentemente inglese ed in misura più scolastica francese. Ha fatto parte della Commissione per l'esame di Avvocato 2007 ed è membro storico del Direttivo dell'Associazione Forense Emilio Conte, di cui ora è il presidente. Membro attivo della NIABA, associazione USA di avvocati italo-americani.

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