Referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026

Gentilissime Colleghe,

Gentilissimi Colleghi,

il voto per il referendum confermativo della legge costituzionale recante: «Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare» è alle porte.

Come Cittadini siamo inondati di informazioni, confronti (più o meno qualificati) fra i sostenitori del Sì e del No, pareri, sollecitazioni, in un senso e nell’altro.

In questo mare magnum che si è creato nel dibattito mediatico sul tema, una cosa ci appare certa: la discussione si è fatta essenzialmente politica, ove la scelta su cosa votare è divenuto un voto di bandiera e non, come dovrebbe essere, sul merito delle modifiche proposte.

Questo è inaccettabile e conferma, ancora una volta, il distacco della politica dal bene del Sistema Giustizia e quindi dell’Avvocatura.

Noi siamo Avvocati e, pertanto, non possiamo basare le nostre scelte seguendo gli umori della politica.

Noi di AFEC consideriamo la Nostra Categoria capace, per definizione, di comprendere il quesito referendario e quindi in grado di scegliere secondo le sensibilità (anzitutto giuridiche) di ciascuno.

Per questo Noi di AFEC non vogliamo suggerire ai Colleghi cosa votare: ci permettiamo solo di invitare i Colleghi al voto, quale esercizio democratico compartecipativo dei nostri diritti.

Nondimeno, senza nasconderci poiché il voto impone comunque una scelta, Noi di Afec voteremo convintamente per il , sul presupposto che sia necessario separare le carriere dei magistrati, in quanto le funzioni del Giudice e del Requirente sono profondamente diversi, con il minimo comune denominatore di essere Essi soggetti soltanto alla Legge, con il ché é la garanzia che anche i P.M. lavoreranno per la verità giuridica e mai con intento persecutorio.

E ci sia consentito di esprimere anche la convinzione che l’altro macro aspetto della riforma, che concerne le modifiche alla composizione e funzioni del C.S.M. in uno all’istituzione dell’Alta Corte disciplinare, alzerà la qualità dei Tribunali, tracciando una scelta fondamentale per limitare lo strapotere di quelle correnti della magistratura che oggi inquinano la scelta sugli incarichi dei magistrati e quindi la composizione dei Tribunali, le decisioni sulle progressioni di carriera nonché le valutazioni dei procedimenti disciplinari.

L’Associazione Forense Emilio Conte – AFEC augura quindi a tutti i Colleghi buon voto e conferma la propria missione di affrontare le sfide che sono già poste davanti a Noi, dando voce alle istanze dei Colleghi con lo spirito di servizio che sempre ne ha contraddistinto l’agire, portando Autorevolezza nel mondo istituzionale dell’Avvocatura.

Un caro e cordiale saluto.

Roma, 16 marzo 2026.

Alessandro Romano Carratelli

Avvocato iscritto all’Albo dal gennaio 2005, esercito in proprio la professione forense prevalentemente nella città di Roma. Le materie della mia attività professionale si rivolgono principalmente al campo del contenzioso innanzi alla Giurisdizione Ordinaria, nonché quella Amministrativa e Tributaria, nelle materie del Diritto civile, concorsuale e fallimentare, amministrativo e tributario. Esercito la professione anche quale Curatore Fallimentare nonchè Custode giudiziario e legale delle procedure esecutive immobiliari, iscritto nelle liste del Tribunale di Roma. Professore a contratto in Diritto dei Beni Culturali, già cultore della materia in Diritto Privato presso la Libera Università San Pio V di Roma. Già membro della Commissione Consiliare di Diritto fallimentare e procedure concorsuali dell’Ordine degli Avvocati di Roma. Sono impegnato nella vita associativa forense e credo fermamente che bisogna avere un ruolo attivo nella richiesta di cambiamento che la nostra Professione ci impone, oggi sempre più vilipesa. Soltanto il contributo diretto di noi Avvocati, mediante una rappresentanza forte ed autorevole, può essere la chiave di volta per raggiungere risultati apprezzabili e duraturi a favore della Nostra categoria. Per questo faccio parte dell’Associazione Forense Emilio Conte, che ho avuto l'onore di presiedere.