L’AGORA’, L’OCF E I MIRACOLI DELLA PASSIONE

Mascherin

Ieri è stata la giornata della elezione dei membri del nuovo organismo di rappresentanza politica dell’Avvocatura, dove hanno fatto il pieno i presidenti ed i consiglieri degli ordini territoriali appartenenti alla “Agorà”.

E che sarebbe questa Agorà?

Il progetto nasce da una iniziativa del presidente del CNF, Andrea Mascherin, il quale la considera una specie di consulta con i presidenti degli ordini territoriali e della Cassa Forense, con finalità chiarite dallo stesso Mascherin all’atto della costituzione, ovvero un luogo “per lavorare insieme su ogni dossier con l’obiettivo di rendere funzionali le riforme interne e della Giustizia”.

Chiarisce il Mascherin: “un luogo non solo di confronto, ma soprattutto operativo, con l’obiettivo di individuare le soluzioni più efficaci per far camminare le riforme, sia quelle interne all’Avvocatura che quelle dedicate al funzionamento della Giustizia.

“Dobbiamo fare in modo che i giovani tornino a sognare di fare l’Avvocato. CNF e Ordini lavorino a questo obiettivo, come espressione istituzionale della categoria forense. L’Avvocatura sarà il partito dei diritti.”

Il problema è che di operativo finora si è solo visto il progressivo esautoramento delle rappresentanze di base, senza che, oramai a distanza di quasi un anno e mezzo, si sia vergata una sola riga di inchiostro sulle soluzioni.

Le istituzioni forensi sono talmente scollate dalla base della avvocatura che a fatica si registra anche solo la sensazione che esista quello che è stato presentato quale un centro di ascolto e, men che meno, di confronto per le associazioni forensi.

Siamo dei professionisti della politica, sentenziava il presidentissimo Mascherin in un video (che puoi vedere cliccando qui) che non ha certo aiutato l’immagine dell’Agorà, e quindi, proseguiva, saremo pagati ma risponderemo di quello che faremo.

Aggiungeva che sarebbe stato giusto che venissero remunerati anche i membri dell’Agorà.

Nel frattempo una cara amica, consigliere dell’ordine di Roma, avanzava dei dubbi sulla genuinità della passione di chi raccogliendo fino a tre cariche istituzionali in un solo mentre, si chiedeva quale miracolo poteva consentir loro di avanzare tempo anche per la professione.

Anche a non voler pensar male, che pare comunque si faccia sempre bene, il “dubbio” ti viene…

Marco De Fazi

L'Avvocato Marco De Fazi, classe 1961, si è laureato nel 1986 ed si è abilitato alla professione nel 1990: è cassazionista dal 2002 e lavora nello studio associato di famiglia. Ha ereditato dal padre, Avv. Walter De Fazi (mancato nel 2011 dopo 60 anni di professione), la passione per la responsabilità civile. Ha fatto parte di commissioni di studio consiliari ed associative, ed è stato per dieci anni il rappresentante italiano del network europeo PEOPIL (Pan-European Organization of Personal Injury Lawyers). Parla e scrive fluentemente inglese ed in misura più scolastica francese. Ha fatto parte della Commissione per l'esame di Avvocato 2007 ed è membro storico del Direttivo dell'Associazione Forense Emilio Conte, di cui ora è il presidente. Membro attivo della NIABA, associazione USA di avvocati italo-americani.

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