Modifiche al decreto “del fare”

Mascherin: “Il Parlamento ha fatto un buon lavoro. Molte distorsioni del dl attenuate o superate. Ma ora occorre puntare a un intervento organico. Nessun cittadino deve rimanere indietro”

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Modifiche al decreto “del fare”: Mascherin: “Il Parlamento ha fatto un buon lavoro. Molte distorsioni del dl attenuate o superate. Ma ora occorre puntare a un intervento organico. Nessun cittadino deve rimanere indietro”

“Portare avanti i diritti dei cittadini e battersi per una democrazia solidale che non lasci indietro nessuno: questo è il compito che spetta all’Avvocatura e sul quale chiediamo il sostegno di un Parlamento che recuperi la sua centralità. L’economia non può dettare le regole al diritto”. Così ha parlato oggi il consigliere segretario del CNF, Andrea Mascherin, in occasione dell’incontro organizzato dalle Unioni forensi “Incontro con i Parlamentari: l’Avvocatura illustra la propria proposta” che si è tenuto a Roma nella sede del Consiglio dell’Ordine della capitale. Erano presenti anche numerosi presidenti degli ordini forensi distrettuali. All’incontro si è registrata una condivisione delle rappresentanze istituzionali dell’Avvocatura sulla necessità di provvedere con un disegno di legge organico all’approvazione della negoziazione assistita e delle camere arbitrali dell’Avvocatura. Proposte che hanno registrato il pieno sostegno dei parlamentari presenti, in rappresentanza di tutte le forze politiche, che hanno più volte richiamato l’intervento di Mascherin.
Decreto “del fare”: ecco gli emendamenti approvati ieri notte nelle commissioni affari costituzionali e bilancio della Camera. Accolte molte richieste del CNF e dell’Avvocatura

Obbligatorietà della mediazione per quattro anni e assistenza tecnica degli avvocati per tutta la procedura; la condizione di procedibilità è soddisfatta anche se al primo incontro non è raggiunto l’accordo; e in questo caso nessuna indennità è dovuta all’organismo di mediazione. Se tutte le parti sono assistite dagli avvocati, l’accordo di conciliazione sottoscritto diventa titolo esecutivo, anche per la iscrizione di ipoteca giudiziale; negli altri casi l’accordo è soggetto a omologa. Sono queste le principali novità introdotte al decreto legge “del fare”, in tema di mediazione, con gli emendamenti approvati ieri notte dalle commissioni di merito affari costituzionali e bilancio della Camera. Novità tendenzialmente in linea con le richieste avanzate dal CNF, come subordinate necessarie allo stralcio, in occasione dell’audizione in commissione giustizia. Il confronto tra il parlamento e il Governo è stato serrato; in alcuni casi l’esecutivo si è dovuto rimettere alle decisioni della Commissione; in altri i parlamentari hanno dovuto ritirare emendamenti che avevano il parere contrario del Governo. Prezioso, per la speditezza dei lavori, è stato il lavoro compiuto dalla commissione giustizia nel suo articolato parere al testo del decreto (vedi Newsletter CNF n. 155) Il Governo invece ha dovuto ritirare un emendamento che prevedeva la eliminazione di un divieto a ricoprire incarichi extragiudiziari per chi riveste funzioni apicali nella magistratura. In tema di mediazione, nonostante la richiesta dell’esecutivo di accantonarne l’esame, la commissione ha deciso di andare avanti e chiudere. Sono comunque stati messi in votazione, e bocciati, gli emendamenti volti a sopprimere il capo. Per quanto riguarda gli altri capitoli, la competenza a provvedere alla divisione a domanda congiunta è stata estesa, come richiesto dal CNF, anche agli avvocati; ed è stata soppressa la disposizione che individuava fori centralizzati per le aziende con sede all’estero, anch’essa richiesta dal CNF. E’ stata prevista solo la possibilità, e non l’obbligo, del giudice di procedere al tentativo di conciliazione giudiziale e sono state eliminate le conseguenze processuali di un eventuali rifiuto ad aderire. E’ stata riscritta la norma sulla semplificazione della motivazione della sentenza civile, limitandone la concisione. Ritocchi, in linea parziale con quanto suggerito dal CNF, alle norme per la nomina dei giudici ausiliari per lo smaltimento dell’arretrato, estendendo ai magistrati onorari la possibilità di impiego. Stessa cosa per il tirocinio di laureati presso gli uffici giudiziari, la cui formazione dovrà esser concordata in collaborazione con i Consigli dell’Ordine qualora i tirocinanti svolgano pratica forense. Non è stato introdotto un rimborso, ma è stata prevista una spesa pro capite di 400 euro per dotazioni informatiche.  Leggi gli emendamenti approvati ieri notte al decreto legge “del fare”
Marco De Fazi

L'Avvocato Marco De Fazi, classe 1961, si è laureato nel 1986 ed si è abilitato alla professione nel 1990: è cassazionista dal 2002 e lavora nello studio associato di famiglia. Ha ereditato dal padre, Avv. Walter De Fazi (mancato nel 2011 dopo 60 anni di professione), la passione per la responsabilità civile. Ha fatto parte di commissioni di studio consiliari ed associative, ed è stato per dieci anni il rappresentante italiano del network europeo PEOPIL (Pan-European Organization of Personal Injury Lawyers). Parla e scrive fluentemente inglese ed in misura più scolastica francese. Ha fatto parte della Commissione per l'esame di Avvocato 2007 ed è membro storico del Direttivo dell'Associazione Forense Emilio Conte, di cui ora è il presidente. Membro attivo della NIABA, associazione USA di avvocati italo-americani.