Non spetta la liquidazione delle spese processuali alla parte civile che non compaia all’udienza

 Con la recentissima sentenza n. 8859 del 23 febbraio 2018, la Corte di Cassazione è tornata ad analizzare la questione della liquidazione delle spese processuali sostenute dalla parte civile, confermando l’orientamento secondo cui non devono essere liquidate tali spese se non si è comparsi all’udienza di discussione, anche avendo depositato memorie per l’udienza.

Di seguito uno stralcio:

«nel giudizio di legittimità l’imputato soccombente va condannato al pagamento delle spese processuali sostenute dalla parte civile a condizione che questa sia intervenuta all’udienza di discussione».

(conforme, Cassazione Penale, Sez. V, 18/9/2015, n. 4755; Cassazione Penale, Sez. V, 18/6/2015, n. 44396; contrario, Cassazione Penale, Sez. V, 30/9/2015, n. 6052, che recita «ha diritto ad ottenerne la liquidazione la parte civile che, nel giudizio di legittimità, pur non intervenendo alla discussione in pubblica udienza, depositi memorie conclusive e relativa nota spese, sulla base di quanto disposto dall’art. 541 cod. proc. pen., che prevede un obbligo generale di condanna dell’imputato alla rifusione delle spese sostenute dalla parte civile – in caso di accoglimento della domanda di restituzione o di risarcimento dei danni – svincolato da qualsiasi riferimento alla discussione in pubblica udienza»).

 

 

 

 

 

Simona Rampiconi
Simona Rampiconi

Sono un avvocato che opera prevalentemente nella consulenza e patrocinio legale in materia penale, con studio in Roma ma operante su tutto il territorio nazionale. Sin dal conseguimento dalla laurea ho sviluppato una grande passione nel mondo del diritto, che nel tempo è diventata una vocazione professionale che mi ha portato a dedicarmi alla materia penale e processual-penalistica. La mia attività è rivolta particolarmente nel patrocinio nell’ambito dei reati societari, fallimentari e tributari, oltre ad occuparmi di reati contro la persona e contro il patrimonio, nonché la gestione dei reati attorno al gaming law. Ritengo che la mia formazione personale e professionale sia la risultanza degli insegnamenti dei Maestri con i quali ho avuto l’onore di interfacciarmi negli anni. Accanto alla professione forense, dedico il mio impegno anche all’attività associativa a favore dell’Avvocatura, con il dichiarato intento di ricercare soluzioni che possano favorire il miglioramento della nostra Categoria professionale