PARAMETRI, DISCIPLINA, GEOGRAFIA GIUDIZIARIA: IL CNF SI MUOVE

CNF_logo Il presidente Alpa ha annunciato l’approvazione, ieri in serata, della proposta sui parametri forensi, che sarà inviata al ministero della giustizia e l’intervento davanti alla Corte Costituzionale sulla questione di legittimità sulla revisione della geografia giudiziaria. “In attesa della decisione della Consulta è necessario che il Governo proroghi l’entrata in vigore di una riforma che in realtà non da garanzie di risparmio di spesa mentre certamente mortifica la giustizia di prossimità”, ha ribadito Alpa. Decisioni ampiamente condivise dall’assemblea.
La riunione è stata l’occasione anche per fornire chiarimenti importanti sulla necessaria continuità dell’esercizio del potere disciplinare da parte dei Consigli dell’Ordine, in attesa che entri in vigore il regolamento attuativo del nuovo sistema dei Consigli distrettuali di disciplina previste dalla legge forense. “Il problema sul tappeto oggi è la crisi economica, che attanaglia le famiglie, i lavoratori, i clienti degli avvocati e gli avvocati stessi”, ha riferito Alpa. “L’avvocatura è pronta a fare la sua parte ma chiede rispetto della dignità del lavoro professionale la cui tutela, al pari del lavoro imprenditoriale e nelle industrie, è un principio fondamentale di un paese democratico”.

Geografia giudiziaria. Dal Consiglio nazionale forense è stata ribadita la necessità di una proroga dell’entrata in vigore della riforma; in ogni caso il CNF ha deciso di intervenire nel giudizio di illegittimità costituzionale davanti alla Consulta in ordine alla revisione delle circoscrizioni giudiziari, introdotta dalla legge di conversione (legge 148/2011 ) del decreto legge Manovra d’Agosto (n. 138/2011) e attuata con il decreto delegato 148/2011. La soppressione di 31 tribunali e 220 sezione distaccate dovrebbe entrare in vigore il 13 settembre 2013. Il CNF ha già depositato l’atto di intervento, redatto da Piero Alberto Capotosti e Francesco Saverio Bertolini, in uno dei giudizi pendenti presso la Corte Costituzionale.

Disciplinare. Procedimenti disciplinari senza interruzione di continuità a garanzia dell’interesse pubblico alla correttezza nell’esercizio della professione. Il vicepresidente Ubaldo Perfetti ha illustrato gli atti (una sentenza e tre pareri) con i quali il CNF ha chiarito a vantaggio degli Ordini forensi che l’attuale sistema disciplinare forense, che fa capo ai Consigli dell’Ordine e al Consiglio nazionale forense come giudice speciale di secondo grado, non è stato oggetto di alcuna abrogazione conseguente al decreto legge n. 138/2011 (Manovra d’agosto) e al D.P.R. 137/2012 (Regolamento di attuazione). Il sistema disciplinare relativo gli avvocati può dunque svolgersi secondo le norme del vecchio ordinamento forense, in attesa che il nuovo sistema disegnato dalla legge 247/2012 (Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense) entri in vigore-prescrizione e sospensione cautelare comprese- solo al termine del processo regolamentare di attuazione.

Parametri
. La proposta del CNF, illustrata dal consigliere Aldo Morlino, corrisponde ai principi di semplificazione, trasparenza e equità ed è destinata a creare uno strumento di facile e immediata consultazione per gli operatori del diritto e per i cittadini che potranno avere uno strumento di immediato orientamento. Essa supera il decreto Parametri 140/2012 (assunto sulla base del decreto Cresci-Italia e impugnato davanti al Tar del Lazio per eccesso di potere) in relazione non solo agli ingiustificati abbattimenti dei compensi che giungono fino alla metà per le attività di difesa previste dalla legge a carico dei legali (senza contare che il dm 140 non aveva applicato per intero neanche l’indice Istat 2009/2012); ma anche in relazione a gravi lacune, peraltro puntualmente segnalate in note inviate sin dalla predisposizione del decreto 140 al ministero della giustizia Parte integrante della proposta è la parte normativa (per il civile- penale- stragiudiziale); e poi vi sono le tabelle parametri per il civile corrispondenti ciascuna al tipo di procedimento/giudizio (comprese la materia stragiudiziale, la mediazione, le procedure concorsuali, quelle arbitrali, i processi amministrativi e tributari, i processi davanti alle giurisdizioni superiori) e una per il penale. Gli scaglioni di valore, diversamente dal dm 140, sono corrispondenti a quelli previsti dal ministero della giustizia per la determinazione del contributo unificato, con una semplificazione evidente per gli operatori.

Marco De Fazi

L'Avvocato Marco De Fazi, classe 1961, si è laureato nel 1986 ed si è abilitato alla professione nel 1990: è cassazionista dal 2002 e lavora nello studio associato di famiglia. Ha ereditato dal padre, Avv. Walter De Fazi (mancato nel 2011 dopo 60 anni di professione), la passione per la responsabilità civile. Ha fatto parte di commissioni di studio consiliari ed associative, ed è stato per dieci anni il rappresentante italiano del network europeo PEOPIL (Pan-European Organization of Personal Injury Lawyers). Parla e scrive fluentemente inglese ed in misura più scolastica francese. Ha fatto parte della Commissione per l'esame di Avvocato 2007 ed è membro storico del Direttivo dell'Associazione Forense Emilio Conte, di cui ora è il presidente. Membro attivo della NIABA, associazione USA di avvocati italo-americani.