Riforma e negata giustizia quale futuro?

giustizia-cieca-28624565La  riforma forense in parte ancora da attuare e lo scenario critico del momento non suggeriscono salti di gioia. Anche se è forte la consapevolezza che si sia persa l’occasione per cambiare e innovare radicalmente, favorendo il lavoro e la ripresa.

Nella speranza che su tariffe, accordi, pubblicità, incompatibilità, società professionali e sul resto, in generale,  si guardi rapidamente al futuro; si registra, il consolidamento “rafforzato” delle istituzioni. Cosa in sé che va  salutata con successo a giudicare dal fallito golpe di azzerarli. Ma che necessita un cambiamento di mentalità che spinga per il bene comune “dell’Avvocatura” e del Cittadino e al  contempo crei e sviluppi nuove  risorse e  opportunità di lavoro.

Nel segno delle liberalizzazioni, di fatto già attuate e non da un giorno, si è consumata sotto gli occhi di tutti una dolorosa quanto sostanziale crisi del settore e del lavoro di cui ora abbiamo toccato il fondo.

Ulteriormente aggravata dall’aumento dei costi di contributo; e  da bizantinismi sui vari (filtri);  i cui (fini) intenti  deflattivi scoraggiando e negando  l’accesso alla giustizia, non  si conciliano con i valori di un Paese civile.

Interrogarsi sulle  responsabilità di come si sia arrivati a tanto serve a poco.

Ma far quadrato sì. Per dare senso alla figura dell’avvocato rivendicandone  il valore  (esclusivo)riconosciuto dalla nostra Costituzione (24).

E’ giunta l’ora di facilitare e non negare l’accesso alla giustizia, di renderla celere, gratuita,  accessibile e senza filtri a tutti  e di ridefinire i confini della competenza forense.

Ampliandone l’area e   i settori di riferimento, estendendo la funzione anche a quella giudiziale specie nella materia esecutiva e accertativa, e riprendersi gli interi comparti sottratti nel corso degli anni.

Siano legittimate le Istituzioni a farsi carico dei problemi  e a risolverli prima che sia troppo tardi. Serve la  loro solidarietà in tutti  i sensi con politiche attive a sostegno della categoria unita.

Rosario Rao

Avvocato Rosario Rao (1958).Università degli studi di Messina e Roma La Sapienza, 1978./1979.
Cassazionista (dal 1998). Mediatore Civile e Commerciale. Conciliatore presso la Camera di Conciliazione e Arbitrato della Consob.
Esercita la professione forense da quasi trent'anni, prima abilitazione 1983, nell’area prevalentemente civile e commerciale, contenziosa e stragiudiziale; con particolare interesse verso il segmento dei contratti tra privati, le imprese e i gruppi societari.
Membro e socio fondatore dello studio Rao-Gurrieri, vive e svolge la propria attività a Roma.Coniugato con tre figli.
Delegato del Consiglio dell’ordine degli Avvocati di Roma al XXIX Congresso nazionale Forense anno 2008, tenutosi a Bologna; al XXX Congresso Nazionale forense di Genova anno 2010; e al XXXI svoltosi a Bari, anno 2012.
Vice Presidente Commissione per l’esame avvocato e abilitazione professionale sessione esame 2006 e 2012
Componente della Camera di Conciliazione del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Roma, della Commissione di diritto societario e commerciale 2010-2011, Vicario della Commissione Giovani 2010-2011, Commissione Famiglia e Minori, Vicario della Commissione Cultura e Sport 2010-2011.
Socio fondatore del Circolo Forense del sito e del gruppo sportivo "Avvocatinweb"e membro dell’ “Associazione Forense Emilio Conte”.

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