GIUSTIZIA BLOCCATA

20130529095733Mani Pulite ha avuto il grande merito di denunciare e sanzionare fenomeni corruttivi che, fino ad allora, erano comunemente accettati, ma ha comportato la degradazione del giudizio civile, al di fuori del quale i diritti non sono realizzati.

 

La domanda di giustizia rimane inevasa. Le conseguenze sono devastanti per l’economia, per la società, per le persone che esercitano le scelte di vita e di lavoro in base ai fondamentali criteri di legalità, quali sono il rispetto delle obbligazioni assunte e, all’occorrenza, la disponibilità al ristoro del danno provocato.

 

Il ricorso strumentale al giudizio è già una forma di prevaricazione, consentita da un sistema inefficiente, i cui protagonisti sono la parte, l’avvocato, il giudice. Il giudizio temerario non è sanzionato e, seppure sia blandamente sanzionato a distanza di anni, quando l’utilità della decisione è definitivamente perduta, nel frattempo retribuisce la scelta strumentale, dilatoria, capziosa.

 

La mediazione, per tante ragioni, su cui si potrà tornare, non risolve il disservizio.

 

Le iniziative virtuose, sia intellettuali, che concrete, sono lasciate alla buona volontà e alla capacità, anche di improvvisazione, dei protagonisti, soprattutto giudici e avvocati.

 

Vicende economiche dirompenti, le cui responsabilità, volendo, sono di lettura semplice e immediata, si sono abbattute sull’economia nazionale negli ultimi dieci, quindici, anni, impoverendo l’erario e i risparmiatori, pregiudicando gli esiti di giustizia e influenzando drasticamente in senso negativo le attese di investimento dall’estero.

 

L’Italia, culla della civiltà giuridica, è ridotta al rango di far west economico, dove tutto è consentito.

 

Mercato e speculazione non hanno nulla a che vedere con tutto questo. L’informazione specializzata non aiuta.

 

Non è un caso che i conti del più diffuso quotidiano economico e finanziario siano in profondo rosso.

 

L’offerta di informazione è modesta.

 

Gli istituti pubblici competenti non diffondono i dati del cosiddetto risparmio tradito, ossia di quel risparmio, investito con attese di reddito e di valorizzazione del capitale, che viene distratto, con o senza fantasia. In base ai miei rilievi empirici, si tratta di non pochi miliardi ogni anno.

 

Mentre il paese impoverisce, il disagio aumenta e qualcuno si uccide. L’inefficienza produce come risultato immediato effetti distorsivi profondi nella concorrenza tra imprese e tra professionisti.

 

Un rimedio c’è, molto pratico e molto efficiente: oltre alla trattazione della materia nelle sedi giudiziarie competenti, la denuncia della vicenda emblematicamente distruttiva di ricchezza e di valori, sollecitando il dibattito nei convegni e sulla stampa (che sia disponibile).

 

Il presidente Giuseppe Maria Berruti, il cui impegno intellettuale per la ripresa del sistema giustizia ho citato anche in un precedente articolo, ha scritto sul Corriere della Sera che “…le grandi illegalità finanziarie si ripetono colpendo masse indistinte di posizioni deboli … l’Italia ha un processo penale che non giunge a sentenza se non in una quota inaccettabile e sempre a danno dei meno provveduti e un processo civile che finisce quando l’utilità sociale, economica, pratica della decisione si è perduta” e richiede “ai tribunali di individuare, caso per caso, la soluzione che la legge impone ma che soltanto la fedeltà alla legge legittima e nei tempi che la rendano utile”.

 

Il caso Seat Pagine Gialle presenta profili di interesse pubblico, generale e privato, che meritano di essere trattati anche dal punto di vista dell’effettivo funzionamento del sistema economico, finanziario e giudiziario.

 

Con i colleghi, che con me curano gli interessi di un folto gruppo di azionisti di minoranza, privati di tutti i loro risparmi, abbiamo deciso di svolgere un’azione – riteniamo meritevole – di sollecitazione dei pubblici poteri, allo scopo di conseguire risultati concreti, tracciando la strada per future questioni analoghe e definendo un modello di comportamento professionale virtuoso anche sotto il profilo sociale.

 

Confidando che sia apprezzato.

Ugo Scuro

Ugo Scuro

Avvocato cassazionista in Roma, esperto in materia di diritto dell'economia con particolare riguardo ai contratti a formazione progressiva e alle responsabilità connesse, direttore del NuovoMille giornale liberale on line.

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